Intervento del compagno Silvano Ceccoli

alla manifestazione nazionale del “Comitato 27 Febbraio contro il governo Draghi”,

tenutasi il 25 Aprile 2021 a Milano Lambrate

 

   Io sono Ceccoli Silvano e vengo a parlare a nome del Circolo Culturale Proletario di Genova.

L’anniversario della Liberazione è il momento giusto per ricordare che il vero scopo delle forze reazionarie che mirano ad archiviare l’antitesi tra fascismo ed antifascismo è quello di liquidare la lotta di classe tra capitale e lavoro salariato, Liquidare il comunismo è necessario per liquidare l’antitesi tra fascismo ed antifascismo. Per questa essenziale ragione occorre ribadire che l’umanità ha un debito perenne di riconoscenza nei confronti di Stalingrado, cioè nei confronti dell’eroica lotta dei popoli sovietici che inflissero una sconfitta decisiva alle armate nazifasciste e volse le sorti della II guerra mondiale a favore della coalizione antifascista. Parimenti, gli antifascisti e le forze sinceramente democratiche del nostro Paese hanno un debito perenne di riconoscenza nei confronti degli operai, dei contadini, dei giovani e degli intellettuali e delle donne che condussero, sulle montagne e nelle città, non solo la lotta di liberazione nazionale contro il nazifascismo, ma anche la lotta per il socialismo, per uno Stato degli operai e dei contadini, per una rottura profonda con gli assetti economici e politici precedenti: l’unica che potesse tagliare per sempre le radici del fascismo, cioè il capitalismo e l’imperialismo che lo avevano generato e continueranno a generarlo.

 

   “Il fascismo è il cerchio di ferro che serve a tenere assieme la botte sfasciata del capitalismo”: questa la definizione fatta dalle analisi della III Internazionale. Ricordare che il ruolo del partito comunista, della classe operaia e delle masse popolari fu l’elemento decisivo della vittoria nella Resistenza, ricordare che quest’ultima era, in quanto rivoluzione antifascista, la prima tappa di una rivoluzione ininterrotta il cui scopo era il socialismo, non è solo un contributo di chiarificazione storica diretto a ristabilire la verità della (e sulla) Resistenza e a dissolvere le cortine fumogene con cui si cerca di nascondere il processo galoppante di fascistizzazione, ma è anche un ammonimento ed un impegno a non allentare la vigilanza antifascista e rivoluzionaria. Occorre quindi promuovere una nuova Resistenza con l’organizzazione e la mobilitazione della classe operaia e delle masse popolari nella lotta per difendere la democrazia e per avanzare verso il socialismo.

    Nel capitalismo contemporaneo si sta realizzando un ritorno al fascismo.

   Per questo la svolta reazionaria in corso va respinta e sconfitta con una vigorosa mobilitazione di tutte quelle forze, operai, impiegati, precari, studenti, donne e intellettuali, che hanno compreso come l’unico modo per bloccare e invertire il processo di fascistizzazione, che avanza nella società e nelle stesse istituzioni dello Stato, consiste nell’attaccare le forze motrici che lo gènerano e lo alimentano incessantemente: il grande capitale industriale e finanziario. Come ebbe acutamente e preveggentemente a rilevare in tempi non sospetti, ossia nel 1945, uno storico del fenomeno fascista, Daniel Guérin, «domani le grandi ‘democrazie’ potrebbero riporre con tutta naturalezza l’antifascismo nel magazzino degli attrezzi usati», ragione per cui, «già fin d’ora, questa parola magica, Resistenza, che ha fatto insorgere  i lavoratori contro il nazi-fascismo, viene considerata con sospetto e avversata non appena serve a riaggregare tra loro gli avversari del sistema capitalistico».

E che si vada verso il fascismo, lo si vede quotidianamente. Nella mia città, Genova, in Consiglio Comunale, è passata una delibera in cui sono equiparati nazismo e comunismo, delibera promossa dalle forze politiche di destra, ma approvata con la complice astensione del Movimento 5 Stelle e dei revisionisti del Pd, offendendo la stessa loro città, medaglia d’oro per la Resistenza.

Per questo noi comunisti dobbiamo ribadire a gran voce ora e sempre Resistenza!

 

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